La paranoia di un programmatore

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Il mondo editoriale italiano

Mag 18, 2009 - 17:10 · Nessun commento

Non mi piace la situazione editoriale odierna, no davvero, soprattutto qui in Italia. C’è una resistenza stoica e cieca del mondo della carta rispetto alla tecnologia e non riesco a capire perché ancora devo ascoltare dei discorsi inutili nelle frequenze televisive pubbliche.

Mi riferisco a un avvenimento chiamato “non puoi liberarti dei libri” organizzato, mi sembra, durante la fiera del libro di Milano (sono troppo pigro per andare a controllare e poi poco importa). Durante l’intervista (inserire qui nome molto rinomato nel mondo editoriale) esprime l’idea che “i libri sono il futuro” perché “non ci sono garanzie che la memoria dei computer non si smagnetizzi”.

Ci sono talmente tante cose che affollano la mia mente che non ce la faccio a sceglierne una in particolare e quindi procederò in maniera totalmente casuale.

Probabilmente la persona in questione, così come tutte le persone che hanno partecipato a quell’evento, così come tutto il codazzo dietro pensano davvero quello che pensa l’organizzatore dell’evento e autore del libro omonimo.

Preso per buono che lo pensino azzarderei anche che tutti lì porterebbero come spiegazione primaria alla premonizione quella del deterioramento sistematico e irreversibile dei supporti magnetico-ottici usati nei computer.

Ora io mi chiedo come si possa parlare sulla TV pubblica di cose che si ignorano in maniera completa. Come si possa addurre motivazioni delle quali non si conoscono le basi. Probabilmente la persona in questione non è a conoscenza del sistema col quale vengono immagazzinati i dati. Non sa dei lodevoli progetti Microsoft e Google per salvare il patrimonio letterario per i posteri. Forse non ha mai sentito parlare di cosa stanno facendo alla Libreria del Congresso. Oppure non ha la minima idea di cosa succede quando si copia un file da una parte all’altra. Forse ha detto questo perché il file di installazione di Adobe PDF in un floppy disk non ci sta. Oppure ancora non sa come l’entropia si applichi alla carta. Ma che ne so io.

Io vorrei, sul serio vorrei, non potermi liberare dei libri. I libri sono belli da vedere, da esporre nella mia biblioteca personale, da tenere in mano e da leggere lentamente sfogliando pagina per pagina. Ma la fisica è fisica. I libri si rovinano. I libri si deteriorano. I libri si trasportano male. I libri sono tanti fogli in fila. L’uomo ha perso molto della sua storia per colpa dei libri.

Siamo nel 2009 e ancora mi tocca sorbire i nostalgici. L’informazione è cambiata in maniera radicale ma il problema è che molti non l’hanno capito. Non è bello, no davvero. Se avessero improntato il tutto su “i libri sono importanti” allora sarebbe stata tutta un’altra cosa. Questo è il punto. La letteratura è importante. Non è importante il mezzo con cui la letteratura viaggia. Si deve parlare del messaggio e non del vettore. Lo strapotere delle case editrici mi ha veramente rotto le palle.

Tag: libri

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