Il mio cervello sta putrefacendosi e non lo dico così per scherzo. Ormai le manifestazioni di afasia (verbale) sono troppo frequenti per i miei gusti.
Spesso in passato mi sono ritrovato a rileggere del codice che avevo scritto tempo addietro producendomi in un questo è un genio e questo che ha scritto questa scempiaggine è un’idiota in proporzioni eguali. Ora nel 90% dei casi prevale la seconda. Ormai non riesco più ad avere la concentrazione che avevo prima della malattia e questo mi attanaglia il cuore, io che della ricerca ho fatto la mia vita.
Il fato è curioso. Non dico beffardo perché sarebbe una parola troppo grossa e troppo piagnucolosa. Ormai una situazione che mi provoca un’emozione mi fa partire il cervello facendomi risultare il più delle volte uno scemo. Per fare un esempio: oggi sono andato nella mia fumetteria di fiducia, una volta al banco non riuscivo a dire che volevo il contenuto della mia casella abbonato. L’uomo fumetto si è messo a ballare la tarantella (sul serio) canzonandomi perché stavo lì in piedi zitto con in bocca un “voglio”.
L’ho trattato male e mi è dispiaciuto. Gli ho spiegato dopo cosa mi succede e abbiamo convenuto che da quel momento in poi se non dico niente l’azione di default sarà quella di consegnarmi i miei fumetti.
Mi rendo conto che sono diventato una persona odiosa. Spesso infatti non sto a spiegare tutti gli effetti legati a doppio cappio all’epilessia.
Vorrei solo che non mi mettesse pensiero prendere un caffè in un bar dove non sono mai entrato ma a quanto pare le mega-corporazioni farmaceutiche abbiamo curato le disfunzioni erettili ma non la mia malattia. La vita fa schifo e sì lo so che c’è gente che sta peggio di me ma molti non capiscono cosa voglia dire avere un cervello che non va. Non è un organo che funziona a tratti, è sempre lì dannazione.
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2 risposte ↓
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Marco
il giorno Apr 15, 2009 alle 22:01 ha scritto
Lo so che questo che sto per dirti potrebbe suonarti strano, ma … ci provo.
Se sei malato di epilessia puoi guarire, basta che tu lo voglia, o almeno questo è il primo passo.
Tu sei padrone del tuo corpo e non viceversa, può suonare strano, ma è vero.
È quello che ti insegnano nelle arti marziali, controllare il tuo corpo, la tua mente.
Non sei vittima della vità o del tuo corpo o della tua mente, tutto è nelle tue mani.
Non guarisci in un giorno di certo, ma nel tempo.
Il discorso sarebbe lungo da fare e non adatto ad un commento in un blog, ma il primo passo per guarire è volerlo.
La vita non fa schifo, sei tu che ha nelle mani la tua vita, non il contrario.
Se vuoi che la tua vita migliori fa qualcosa per migliorarla.
Ciao,
Marco.
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programmer
il giorno Apr 17, 2009 alle 21:08 ha scritto
Ciao Marco, grazie per l’intervento. Mi hanno fatto piacere le tue parole, le ho veramente apprezzate.
Purtroppo dalla mia variante dell’epilessia non si guarisce ma si peggiora andando avanti. O almeno questo è quello che mi hanno detto i libri che ho letto e i medici che hanno letto i libri che ho letto io.
Ma la meditazione, come mi hai suggerito, aiuta questo è vero. Mi aiuta a tenere il cervello a bada e a non farlo partire quando uno sparuto fenomeno ne innesca la spirale brillante che mi porta a reagire fisicamente agli stimoli.
Ma non può portarmi indietro e me ne rammarico. Ma c’è un lato positivo. Le donne amano le ferite sul volto e io di craniate in terra ne do a iosa. Forse dovrei fare judo per imparare qualche tecnica di caduta.
Si fa per scherzare eh. Grazie ancora.
Francesco
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