La paranoia di un programmatore

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Dio non esiste (ne ho le prove)

Nov 15, 2008 - 1:00 · 5 commenti

La realtà è indecifrabile e questo è incontrovertibile. Non perché vi sia insito un disegno inarrivabile dal raziocinio e dal processo analitico ma perché vi sono infinite variabili di infinite variabili.

La matematica moderna ci insegna che infinite volte infinito non è un valore calcolabile, anzi accettabile. Quando si pensa alle basi della realtà fenomenica che circonda i fenomeni stessi si deve per forza di cose porre dei limiti. I limiti in questione sono le così dette costanti e le così dette leggi invalicabili o qualsiasi termine vada di moda al momento.

È normale dormire tranquilli quando si sa che una cosa è uguale a se stessa. Questa è logica spicciola e di bassa lega ma è uno dei limiti che la razza si è posta. Senza quel limite la totalità dei teoremi finirebbe alla prima riga della sua dimostrazione.

C’è chi c’è quasi impazzito in passato. C’è infatti chi di fronte a un limite invalicabile vacilla quando vede che la realtà che si era delineata in mente viene smontata e trasfigurata in un fenomeno immondo. C’è chi lascia stare e va avanti senza inorridire alla vista di qualcosa che è e invalicabile e irrazionale.

Il cerchio in due dimensioni, la sfera in tre e l’ipersfera in quattro vengono considerate alcune delle forme più aggraziate e perfette presenti in natura, perlomeno nella natura di chi le considera perfette. Ebbene non lo sono e questo si estende a tutte le nature possibili e immaginabili. Se lo fossero allora quello che vi si applica dovrebbe essere a suo modo elegante, bello e, permettetemi il termine, sublime.

Dalla prima elementare però sappiamo che il raggio sotteso alla circonferenza genera un numero irrazionale che è tutto fuorché bello da vedere. C’è chi dice che forse proprio quella è l’impronta di Dio, la sua firma. Ma così non può essere. Una circonferenza è uguale sia per tutti gli Dei dei vari pantheon inventati dall’uomo: da Offler il Dio Coccodrillo attraverso Odino, Kelemvor o il Dio cristiano. Vai a dimostrare chi è arrivato prima a dire che era suo.

Dio quindi non può esistere. Questo perché? Perché non ha potere di cambiare il valore del pi greco e portarlo a 3 così come usano fare molti fisici che conosco (che puntino alla trasumanazione per caso?). Questo se intendiamo Dio come un essere onnipotente e se non può tutto non sarebbe un granché come Dio.

Come disse il grande Terry Pratchett:

L’immaginazione non può muovere le montagne ma può creare qualcuno che lo sappia fare.

E scusate se è poco.

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5 risposte ↓

  • 1 MARRETTO il giorno Nov 28, 2008 alle 2:54 ha scritto

    ben tornato….sempre bello leggerti……

  • 2 fabrizio il giorno Dic 11, 2008 alle 10:36 ha scritto

    domande molto interessanti. solo anche io programmatore e sono arrivato sul tuo sito per ragioni completamente diverse (il post di wordpress multilingua).
    Vorrei solo farti qualche domanda: tu assumi che la razionalità si limita al tangibile e allo sperimentalmente verificabile, ossia che la ragione umana può indagare solo il materiale, solo il matematizzabile. Si tratta di una visione limitata e “autocastrata” della razionalità. Già la matematica elementare insegna (teoremi di Godel) che non tutto ciò che esistono realtà vere ma non dimostrabili (indecidibili). Se già la matematica più spicciola insegna questo, figuriamoci in un orizzonte di indagine razionale “allargata” che comprende non solo la teologia, ma anche tutta la filosofia, che sono ambiti di ricerca dell’intelletto che dimostrano esse stesse che l’uomo è per natura protratto verso l’intangibile, l’immateriale, l’assoluto e altre qualità non certo matematizzabili. Forse dovremmo davvero recuperare le visioni degli antichi che almeno avevano una visione “integrale” del sapere (Penso ad aristotele, tommaso d’aquino, e tanti altri) e non a compartimenti stagni come oggi in cui i matematici pensano in modo matematico, i biologi in modo biologico, i teologi in modo teologico etc… come se ogni mondo esistesse “per se stesso”. La realtà è sempre più complessa di quanto lo sia una singola disciplina. ciao / grazie.

  • 3 programmer il giorno Dic 11, 2008 alle 14:13 ha scritto

    Fabrizio

    innanzitutto grazie per aver espresso il tuo pensiero. Quando io parlo di razionalità che sonda la realtà fenomenica che ci circonda mi pongo in quella ragione di idee che sì la realtà è indecifrabile perché di un ordine talmente grande che esula la nostra ricerca (e spirituale/teologica e puramente matematico/razionale) e sì ci sono dei paletti che sono immutabili e perfetti.

    Non a caso quando parlo del fatto che si dorme tranquillamente quando si sa che una cosa è uguale a se stessa parlo proprio di quella base data per scontata dalla matematica moderna (A = A) ma che è stata smontata da Gödel.

    Non possiamo dimostrare (attenzione al termine) niente di niente: la realtà è indecifrabile. Questo lascerebbe spazio nel mio discorso all’eventuale ingresso di una creatura pandimensionale con poteri divini ma in realtà la esclude. Questo perché? Perché io parlo di dimostrabilità del reale e del surreale (il surreale esiste di sicuro data la natura infinitamente infinita dell’universo). Non parlo di insita natura di quanto ci circonda.

    Le costanti non devono essere dimostrate. Sono così e basta e sono così in tutte le realtà possibili e immaginabili. Essendo costanti e universali scappano a gambe levate dal primo teorema dell’incompletezza e dall’eventuale furia divina.

    Sì sono cinico e calcolatore. Sì anch’io sono fan di una ghirlanda brillante. Ma non posso che pensare che nel flusso del reale ci sono essere delle isole dove chi ha potere sul tutto non può operare . Forse proprio quello è il divino. Non lo so. Non vorrei cascarci anch’io in quella ghirlanda quindi mi fermo qui per non contraddirmi di nuovo.
    Stammi bene.

  • 4 fabrizio il giorno Dic 11, 2008 alle 14:47 ha scritto

    grazie a te della risposta.

    scusa ma non ho capito quasi niente delle tue argomentazioni, quindi mi astengo dal replicare.

    Non sono daccordo quando dici “Non possiamo dimostrare niente di niente: la realtà è indecifrabile” perchè allora bisognerebbe negare pezzi di verità importanti di cui l’uomo comunque è venuto in possesso. Ma forse ti riferisci a un piano puramente filosofico…

    anche io come quasi ogni informatico ho letto “Gödel, Escher, Bach – Un’eterna ghirlanda brillante” di Hofstadter a me non è parsa una lettura dagli intenti o risvolti metafisici diretti, poi ognuno la vede come vuole. Per quanto riguarda la mia esperienza quotidiana, Dio non è un concetto astratto: è una persona; lo si capisce con l’amore, e con la relazione diretta, (detta anche preghiera) proprio come ogni persona. E questo ha poco a che fare con le costanti e i teoremi.

  • 5 programmer il giorno Dic 11, 2008 alle 15:17 ha scritto

    Beh la fede data l’etimologia del termine ha poco a che fare con lo scritto di Gödel. Quando dico che “non possiamo dimostrare niente di niente: la realtà è indecifrabile” mi riferisco al fatto che, come si evince da una ghirlanda brillante, non c’è modo di dire che una cosa è vera dato che usiamo strumenti talmente potenti che possono, data la loro natura, smentire quello che abbiamo appena detto. Da lì la natura adimensionale delle strutture cicliche. Ci sono però delle costanti che non hanno bisogno di essere dimostrate per esistere come d’altronde dice anche Hofstandter.

    Se si parla di fede, di credere in qualcosa, allora io non mi permetto di mettere bocca in quanto si ha a che fare con la natura stessa dell’uomo e quindi vorrebbe dire criticare il pensiero altrui e questo non è mai bene. Ma se mi si chiede se possono esistere esseri onnipotenti non posso che addurre la mie ragioni.

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