Qui non si parla di sindrome di Stendhal. In quella c’è il fisico che ne risente. Qui si parla del sé che è messo a dura prova. L’importante è non vacillare. L’ho capito solo da poco tempo. Qualcosa insito in quella parte di me con cui non dialogo mai mi suggerisce che forse l’ho sempre saputo.
Ma non mi sono saputo ascoltare. Ora ho cominciato a farlo. Devo tradurre i sentimenti nuovi che ne scaturiscono. Troppo facile e qualunquista affibbiargli con mente troppo svelta e disattenta un valore “importante”.
Troppo spesso si parla di estremi imponderabili come l’amore o l’odio con troppa facilità. Vedremo. Per ora mi lascio andare come se uno scrittore pazzo, il mio io insito, mi scriva su carta in uno sfuggente stream of consciousness.
Sono dell’idea che scriversi su una lavagna che tutti possono cancellare con poco sforzo o che io lascio che sia cancellata non fa più per me.
condivido l esperienza a livello sub atomico, caro programmer! Ormai sopravvivere di non-vita è la regola, non l eccezione. La notte sta diventando un problema per una miriade d esseri umani. O forse è sempre stato così e solo ora ci sono più modi di comunicare e , dunque, di rendersene conto. Ma poi invece sai mettere su carta molto bene quanto l insieme delle azioni quotidiane siano vacue, ripetitive, annoianti, intrappolanti.
Plaudendo per il testo, ti linko il blog di un mio amico carissimo (il famoso Gori del Tegoleto) che condivide con te questo sense of emptiness…..
e specialmente i testi “malinconici” ma realisti che troverai in qua e in là sotto diverse nomenclature (idiosincrasie, ipotenuse) o quello ultimo scritto il 14 giugno 08 per il suo comple…se vuoi ridere poi, ti consiglio la saga di gunther brodolini, personaggio bimbo inventato da lui che vive avventure surreali-reali-tragicomiche-spietatamente cattive e dunque ancor + reali…
un abbraccio e a leggerti presto ancora
6 responses ↓
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Lucy in the Sky
on Jul 4, 2008 at 16:20 wrote
…sei diventato il mio scrittore preferito…(dopo Baricco)!
2
programmer
on Jul 4, 2008 at 16:43 wrote
Escher mi fa quest’effetto.
3
Lucy in the Sky
on Jul 4, 2008 at 16:48 wrote
anche a me.
4
programmer
on Jul 4, 2008 at 19:42 wrote
Qui non si parla di sindrome di Stendhal. In quella c’è il fisico che ne risente. Qui si parla del sé che è messo a dura prova. L’importante è non vacillare. L’ho capito solo da poco tempo. Qualcosa insito in quella parte di me con cui non dialogo mai mi suggerisce che forse l’ho sempre saputo.
Ma non mi sono saputo ascoltare. Ora ho cominciato a farlo. Devo tradurre i sentimenti nuovi che ne scaturiscono. Troppo facile e qualunquista affibbiargli con mente troppo svelta e disattenta un valore “importante”.
Troppo spesso si parla di estremi imponderabili come l’amore o l’odio con troppa facilità. Vedremo. Per ora mi lascio andare come se uno scrittore pazzo, il mio io insito, mi scriva su carta in uno sfuggente stream of consciousness.
Sono dell’idea che scriversi su una lavagna che tutti possono cancellare con poco sforzo o che io lascio che sia cancellata non fa più per me.
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MARRETTO
on Jul 5, 2008 at 13:14 wrote
condivido l esperienza a livello sub atomico, caro programmer! Ormai sopravvivere di non-vita è la regola, non l eccezione. La notte sta diventando un problema per una miriade d esseri umani. O forse è sempre stato così e solo ora ci sono più modi di comunicare e , dunque, di rendersene conto. Ma poi invece sai mettere su carta molto bene quanto l insieme delle azioni quotidiane siano vacue, ripetitive, annoianti, intrappolanti.
Plaudendo per il testo, ti linko il blog di un mio amico carissimo (il famoso Gori del Tegoleto) che condivide con te questo sense of emptiness…..
http://sgargabonzi.leonardo.it/blog
e specialmente i testi “malinconici” ma realisti che troverai in qua e in là sotto diverse nomenclature (idiosincrasie, ipotenuse) o quello ultimo scritto il 14 giugno 08 per il suo comple…se vuoi ridere poi, ti consiglio la saga di gunther brodolini, personaggio bimbo inventato da lui che vive avventure surreali-reali-tragicomiche-spietatamente cattive e dunque ancor + reali…
un abbraccio e a leggerti presto ancora
6
programmer
on Jul 5, 2008 at 14:47 wrote
Mamma mia. Stream of consciousness duro e crudo. Con diverse spruzzate di non-sense ben calibrato.
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